Art. 1. Soggetti

testo in vigore dal 4 luglio 2001

  1. Il presente decreto legislativo disciplina la responsabilita degli enti per gli illeciti amministrativi dipendenti da reato.
  2. Le disposizioni in esso previste si applicano agli enti forniti di personalità giuridica e alle società e associazioni anche prive di personalità giuridica.
  3. Non si applicano allo Stato, agli enti pubblici territoriali, agli altri enti pubblici non economici nonchè agli enti che svolgono funzioni di rilievo costituzionale.


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Note

Giurisprudenza
Corte di Cassazione, Sezione III Penale, Sentenza n. 15657/2011: La disciplina dettata dal d.lgs. 231/01 è senz'altro applicabile alle imprese individuali
Corte di Cassazione, Sezione II Penale, Sentenza N. 28699/2010: Configurabilità della responsabilità da reato ex d.lgs 231/01 nei confronti di una società a capitale misto, pubblico e privato
Corte di Cassazione, sezione VI penale, Sentenza n. 18941/2004: La disciplina dettata dal Decreto Legislativo 231 del 2001 non è applicabile alle imprese individuali

Commenti
D.lgs. 231/01 e associazioni senza scopo di lucro

Art. 2. Principio di legalità

testo in vigore dal 4 luglio 2001

  1. L'ente non può essere ritenuto responsabile per un fatto costituente reato se la sua responsabilità amministrativa in relazione a quel reato e le relative sanzioni non sono espressamente previste da una legge entrata in vigore prima della commissione del fatto.

Art. 3. Successione di leggi

testo in vigore dal 4 luglio 2001

  1. L'ente non può essere ritenuto responsabile per un fatto che secondo una legge posteriore non costituisce più reato o in relazione al quale  non è più prevista la responsabilità amministrativa dell'ente, e, se vi è stata condanna, ne cessano l'esecuzione e gli effetti giuridici.
  2. Se la legge del tempo in cui è stato commesso l'illecito e le successive sono diverse, si applica quella le cui disposizioni sono più favorevoli, salvo che sia intervenuta pronuncia irrevocabile.
  3. Le disposizioni dei commi 1 e 2 non si applicano se si tratta di leggi eccezionali o temporanee.

Art. 4. Reati commessi all'estero

testo in vigore dal 4 luglio 2001

  1. Nei casi e alle condizioni previsti dagli articoli 7, 8, 9 e 10 del codice penale, gli enti aventi nel territorio dello Stato la sede principale rispondono anche in relazione ai reati commessi all'estero, purchè nei loro confronti non proceda lo Stato del luogo in cui è stato commesso il fatto.
  2. Nei casi in cui la legge prevede che il colpevole sia punito a richiesta del Ministro della giustizia, si procede contro l'ente solo se la richiesta è formulata anche nei confronti di quest'ultimo.

Art. 5. Responsabilità dell'ente

testo in vigore dal 4 luglio 2001

  1. L'ente è responsabile per i reati commessi nel suo interesse o a suo vantaggio:
    a) da persone che rivestono funzioni di rappresentanza, di amministrazione o di direzione dell'ente o di una sua unità organizzativa dotata di autonomia finanziaria e funzionale nonchè da persone che esercitano, anche di fatto, la gestione e il controllo dello stesso;
    b) da persone sottoposte alla direzione o alla vigilanza di uno dei soggetti di cui alla lettera a).
  2. L'ente non risponde se le persone indicate nel comma 1 hanno agito nell'interesse esclusivo proprio o di terzi.

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Note

Giurisprudenza
Corte di Cassazione, Sezione V Penale, Sentenza n. 40380/2012: l'assenza di responsabilità dell'ente può affermarsi solo quando si accerti l'interesse esclusivo di terzi o di persone fisiche

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