Art. 25-bis. Falsità in monete, in carte di pubblico credito, in valori di bollo e in strumenti o segni di riconoscimento

testo in vigore dal 15 agosto 2009

  1. In relazione alla commissione dei delitti previsti dal codice penale in materia di falsità in monete, in carte di pubblico credito, in valori di bollo e in strumenti o segni di riconoscimento, si applicano all'ente le seguenti sanzioni pecuniarie: 
    a) per il delitto di cui all'articolo 453 la sanzione pecuniaria da trecento a ottocento quote; 
    b) per i delitti di cui agli articoli 454, 460 e 461 la sanzione pecuniaria fino a cinquecento quote; 
    c) per il delitto di cui all'articolo 455 le sanzioni pecuniarie stabilite dalla lettera a), in relazione all'articolo 453, e dalla lettera b), in relazione all'articolo 454, ridotte da un terzo alla metà; 
    d) per i delitti di cui agli articoli 457 e 464, secondo comma, le sanzioni pecuniarie fino a duecento quote; 
    e) per il delitto di cui all'articolo 459 le sanzioni pecuniarie previste dalle lettere a), c) e d) ridotte di un terzo; 
    f) per il delitto di cui all'articolo 464, primo comma, la sanzione pecuniaria fino a trecento quote. 
    f-bis) per i delitti di cui agli articoli 473 e 474, la sanzione pecuniaria fino a cinquecento quote. 
  2. Nei casi di condanna per uno dei delitti di cui agli articoli 453, 454, 455, 459, 460, 461, 473 e 474 del codice penale, si applicano all'ente le sanzioni interdittive previste dall'articolo 9, comma 2, per una durata non superiore ad un anno.

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Note
Articolo introdotto dal Decreto Legge 350/2001 (art. 6, co. 1), convertito con modificazioni dalla L. 409/2001.
La L. 99/2009 (art. 15, co. 7, lett. a) ha modificato la rubrica e i commi 1 e 2 e ha introdotto la lettera f-bis).

Giurisprudenza

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T E S T I  P R E V I G E N T I
testo in vigore dal 27 settembre 2001 al 14 agosto 2009
Art. 25-bis. Falsità in monete, in carte di pubblico credito e in valori di bollo
  1. In relazione alla commissione dei delitti previsti dal codice penale in materia di falsità in monete, in carte di pubblico credito e in valori di bollo, si applicano all'ente le seguenti sanzioni pecuniarie:
    a) per il delitto di cui all'articolo 453 la sanzione pecuniaria da trecento a ottocento quote;
    b) per i delitti di cui agli articoli 454, 460 e 461 la sanzione pecuniaria fino a cinquecento quote;
    c) per il delitto di cui all'articolo 455 le sanzioni pecuniarie stabilite dalla lettera a), in relazione all'articolo 453, e dalla lettera b), in relazione all'articolo 454, ridotte da un terzo alla metà;
    d) per i delitti di cui agli articoli 457 e 464, secondo comma, le sanzioni pecuniarie fino a duecento quote;
    e) per il delitto di cui all'articolo 459 le sanzioni pecuniarie previste dalle lettere a), c) e d) ridotte di un terzo;
    f) per il delitto di cui all'articolo 464, primo comma, la sanzione pecuniaria fino a trecento quote.
  2. Nei casi di condanna per uno dei delitti di cui agli articoli 453, 454, 455, 459, 460 e 461 del codice penale, si applicano all'ente le sanzioni interdittive previste dall'articolo 9, comma 2, per una durata non superiore ad un anno.